domenica 16 novembre 2014

Fare impresa 3.0: cosa è successo

Passione, determinazione, idee, coraggio e una buona dose di fortuna.
Questi gli ingredienti per mettere su una startup e avere successo.
Di tutto questo M4U ha voluto parlare nella prima edizione di “Fare Impresa 3.0: Dalle startup a imprese di successo”, svoltasi nella Facoltà di Economia “La Sapienza” giovedì scorso.
Un’intera giornata dedicata alla imprenditorialità e allo spirito di iniziativa che si è aperto con il consueto saluto del Presidente Simone Ridolfi, il quale ha sottolineato come il network orchestration system - ovvero  mettere in contatto Università, startup, imprese, incubatori - sia l’obiettivo dell’associazione che ben presto spegnerà la sua prima candelina.

Chi poi pensa che alle 10 di mattina gli studenti universitari stanno ancora dormendo, sono poco attivi e poco curiosi.. bhè,  deve ricredersi. 
Stefano Pepe (Bitcoin Foundation) e Federico Pecoraro (CEO di Roboocoin Italia LTD) hanno risvegliato tutti raccontando con semplicità cosa si nasconde dietro la criptovaluta. Oggi nel mondo circolano 13 milioni di Bitcoin per una capitalizzazione totale di 7,8 miliardi di dollari. La moneta elettronica è già una realtà che ogni giorno interessa fino a 60 mila transazioni di compravendita di beni, per un controvalore stimato intorno ai 15 milioni di dollari.
Ma i bitcoin sono sicuri? Usando la tecnologia di autenticazione biometrica disponibile nelle nostre macchine - dichiarono - il nostro account è sempre al sicuro. Esistono poi tre sistemi di autenticazione: telefono, PIN e biometrica vascolare del palmo che garantiscono la sicurezza degli account contro furti e truffe.
Un tema interessante che ha suscitato l’interesse dei presenti e anche di molti professori (e di questo siamo molto felici!), per questo sicuramente ci sarà altro spazio per la criptovaluta in Sapienza. Intanto potete trovare il bancomat di Robocoin Italia presso l’ateo della Facoltà.


Essere ai primi posti di tutte le principali classifiche delle startup italiane, nella graduatoria delle nuove imprese innovative che hanno preso più finanziamenti (3.8 milioni di euro in totale), nell'elenco delle startup che hanno superato il milione di euro di fatturato e nella lista delle nuove società che danno più occupazione: questo il bigliettino da visita di Personal Factory, seconda realtà presente all’evento.
Definirla startup forse è riduttivo. I fratelli Francesco (34 anni) e Luigi Tassone (28 anni) hanno sviluppato e brevettato una macchina, Origami, che consente di miscelare e confezionare inerti e prodotti chimici, costituendo una piattaforma tecnologica in grado di trasformare ogni rivenditore anche in un produttore di materiali per l'edilizia.
Come lo stesso Luigi dichiara: "si può diventare grandi aziende anche innovando in un piccolo paesino dell’entroterra calabrese" (Simbarìo, VB). E i numeri parlano chiaro.


L’uomo che ha inventato il management , Peter Drucker,  affermava che : 
Un buon manager deve essere contemporaneamente un uomo di pensiero, un uomo d’azione, un uomo che sa trattare la gente ed un uomo di prima linea”

Sfortunatamente Drucker non ha conosciuto Paky Russo, la vera star dell’evento.

Un ragazzo “che non si crede il Padre Eterno, ma ha la giusta ambizione per diventarlo” (parole sue) non poteva non ammaliare gli studenti presenti.
CEO di Spotonway, il programma fedeltà che mette in contatto migliaia di attività commerciali con milioni di clienti, rafforzandone il legame. Fornisce, inoltre, ai rivenditori tutti gli strumenti necessari per aumentare la clientela e invogliarla a tornare con più frequenza.
Idea “importata” dall’America, nel Dicembre 2013 è stata selezionata da Luiss Enlabs per il programma di accelerazione riservato alle imprese innovative ricevendo un finanziamento micro-seed da parte di LVenture Group, holding di venture capital quotata alla Borsa Italiana. Successivamente Spotonway ha conquistato l’attenzione di molti investitori e, ad Agosto 2014, ha chiuso un nuovo round di investimento pari a 215.000 Euro sottoscritto da LVenture Group e Investitori Privati.
Ma non si ferma qui, grosse novità sono alle porte e infatti il bizzarro Paky invita tutti ad inviare now il CV e a realizzare qualcosa che knock your socks off!


Ritroviamo poi con enorme piacere la realtà Qurami. A rappresentarla questa volta è Laura Rocchini, business developer.
Qurami è il metodo migliore per non perdere tempo in fila. Utilizzando il servizio ogni utente può prenotare il proprio turno direttamente da casa, con il computer, o da qualsiasi altro posto con uno smartphone. Più di 70 mila biglietti staccati dall’applicazione in tutta Italia e ora anche a Londra: hanno stretto già accordi con il comune di Londra e le poste Inglese!


E per finire un’azienda tradizionale che deve fare i conti con un mondo che cambia, queste le parole di Massimo Piccolomini, Direttore Marketing HDI Assicurazioni per presentare agli studenti la società, fondata nel 1881 come Società di Mutuo Soccorso tra gli agenti delle strade ferrate italiane e che oggi parte di un grande Gruppo assicurativo tedesco, di rilievo internazionale, il Gruppo Talanx di Hannover (nato dal Gruppo HDI).
Difficile il ruolo delle assicurazioni che devono scrollarsi di dosso l’etichetta di “ladri”, “esattori delle tasse" ed è così che il Direttore Marketing invita gli studenti a pensare alle compagnie di assicurazione come soggetti che “devono svolgere un ruolo sociale”.
Una compagnia di assicurazione che deve riuscire a soddisfare un bisogno inespresso (non è forse questo il ruolo del marketing?) e che non può stare solo a guardare i cambiamenti in atto intorno a lei. Per questo la società sta muovendo i primi passi verso il digital marketing e il social media marketing. Perché non vuole avere la stessa sorte che è toccata alla Kodak!

Ancora una volta, grazie a M4U gli studenti universitari della Facoltà sono venuti a contatto con delle realtà imprenditoriali di successo, dimostrandosi anche molto interessati verso l’associazione. Per questo che non ci resta altro che invitarvi al prossimo appuntamento.
Stay tuned!





Nicola Cucari (Vice -Presidente)
Silvia Cianchi ( Team Comunicazione)

mercoledì 12 novembre 2014

Il Bitcoin tra i protagonisti di Fare Impresa 3.0

Il 13 Novembre, presso la Facoltà di Economia La Sapienza, il Bitcoin – la moneta elettronica – sarà uno dei protagonisti dell'evento.Ma di cosa si tratta, esattamente? Cominciamo col dire che Bitcoin (con la B maiuscola) è una tecnologia e che bitcoin è il nome della valuta virtuale.
La grande differenza rispetto alle valute tradizionali è che Bitcoin utilizza un database distribuito tra i nodi della rete e che sfrutta la crittografia per gestire aspetti quali la generazione di nuova moneta e l'attribuzione di proprietà dei bitcoin.




Una delle caratteristiche di questa criptovaluta è il poterla trasferire in modo anonimo attraverso internet a chiunque disponga di un indirizzo bitcoin; i dati per l'utilizzo del proprio conto possono essere salvati sul proprio personal computer oppure conservati presso terzi che svolgono un ruolo simile alle banche.
La mancanza di un ente centrale e la struttura peer-to-peer della rete Bitcoin, rende impossibile alle autorità – governative o meno – di bloccare, svalutare o sequestrare moneta.
:
Il Robocoin nell'atrio della Facoltà!


Non mancare all'evento Fare Impresa 3.0, il 13/11/2014, ore 09:00, presso:



 Facoltà di Economia La Sapienza,
 in Via del Castro Laurenziano, 
Aula IX (Piano -1).



Alessandro L.


giovedì 6 novembre 2014

Il capitalismo etico...esiste?

L’ultima puntata di Report ha riportato alla ribalta concetti che per gli appassionati di management sono il pane quotidiano, ad esempio : “qual è il fine dell’impresa?” (oltre a temi più sensibili per gli animalisti)

Per fare ciò ha documentato il bello e il brutto dell’Italia.

Partiamo dal brutto: Moncler (la ditta) e Moncler (piumino). Oltre al fondamentale tema relativo agli abusi sulle oche, il servizio riporta come quasi tutti i principali brand del lusso producano all’estero, la cosiddetta delocalizzazione. Una tendenza diventata ormai di “moda” in Italia, in base alla quale i brand del lusso spostano la produzione dei loro capi all’estero continuando però a giocare sulla fama che il "Made in Italy" ha acquisito nel mondo.

E’ davvero necessario delocalizzare per risparmiare sui costi e aumentare gli utili? La risposta sembrerebbe di no, visto che il risparmio è di soli 30€ per capo. Ed è lecito pensare che chi è disposto a pagare 1.960 euro una giacca, non rinuncia ad acquistarla se costa 30 euro in più, magari anche 1999,99 € (i prezzi psicologici aiutano sempre!)

Ma veniamo al bello.

Brunello Cucinelli S.p.A., specializzata in abbigliamento pregiato in cashmire, il cui proprietario, il signor Brunello, come lo chiamano tutti a Solomeo, provincia di Perugia, ha fatto una scelta precisa: rimanere in Italia, puntare sulla qualità (e non solo sulla fama) del "Made in Italy" e continuare a produrre nel nostro Paese, in Umbria. E anche i valori di borsa e di bilancio sono dalla sua parte: un utile netto del 9% annuo, un fatturato (nel 2013) di 322 milioni di euro con un debito di 80 milioni su cui paga 1,9 milioni di interessi a un tasso del 2,2%.

Ecco la domanda tanto temuta: può un’impresa fare utili e creare valore anche senza andare contro principi etici e sociali (e anche ambientalisti)?

O parafrasando un altro celebre imprenditore italiano, “il fine dell’impresa è unicamente il profitto”?

Una risposta a cui naturalmente noi di M4U non siamo in grado di rispondere, ma sulla quale ci interrogheremo nei prossimi mesi.

Sicuramente la creatività ed intraprendenza nella guida aziendale di Cucinelli, oltre che la continua ricerca del benessere psicofisico e della qualità della vita negli ambienti di lavoro, ci fa sperare in una risposta che possa assicurare sì profitto per l’azienda ma che possa anche andare oltre e coinvolgere più stakeholder possibili.

Vedi l’intervista esclusiva di Brunello Cucinelli per Economyup


Del resto il profitto per l'impresa è come l'aria per l'uomo. Ma nessuno si sogna di dire che il fine dell'uomo è l'aria.

È necessario tornare a mettere al centro dell'impresa l'uomo.
Il rispetto dell'uomo e del suo lavoro prima di tutto rendono un'impresa speciale

Ed ecco quindi una scuola dei mestieri voluta e fondata da Cucinelli (come il teatro che porta il suo nome) nel borgo di Solomeo da lui in gran parte ristrutturato con un investimento da 50 milioni di euro.

“L’impresa – spiega Cucinelli – deve tornare a progettare sì a tre mesi; ma anche a tre anni, a trent’anni, a tre secoli. Questo è quello che dobbiamo tornare a fare”.

Un approccio aziendale di questo tipo che valorizza la Corporate Social Responsability e la SocioEmotional Theory come leva competitiva per il miglioramento delle performance aziendali, del benessere dei propri dipendenti e dei luoghi di lavoro.


Edited by Nicola Cucari (Vice-Presidente)