mercoledì 24 settembre 2014

LA NASCITA DI VENERE

LA NASCITA DI VENERE, 
Sandro Botticelli. ca. 1484. 
Tempera su tela – Galleria degli Uffizi, Firenze. 




Sebbene oggi sia uno dei quadri più famosi al mondo, La nascita di Venere di Sandro Botticelli restò praticamente sconosciuto fino al 1815, anno in cui fu esposto agli Uffizi.  Tuttavia la sua popolarità presso il grande pubblico è ancora più recente, ed è legata al Fashion System esploso negli anni Ottanta, quando l’immagine della Venere botticelliana cominciò ad essere citata per conferire un’aurea classica e mitica alle bionde top model del momento. È stata dunque soprattutto l’industria della moda a trasformare in icona La nascita di Venere, ma poiché anche alle “immagini sacre” moderne non deve mancare la mitografia, l’alone di mistero che circonda il nome del committente, la data e l’occasione per cui la tela fu dipinta ha giocato un ruolo altrettanto importante. Un enigma che non ha risparmiato nemmeno i protagonisti dell’opera e che ha dato modo agli studiosi di versare fiumi di inchiostro per avvalorare diverse ipotesi ed esercitare la propria dotta penna nelle più disparate interpretazioni.

Campagna pubblicitaria per il quotidiano Le Soir. 2007

Immagine pubblicitaria di una marca di corsetti. 1950

Immagine pubblicitaria per un show televisivo. 2008. Immagine

La Venere rimase nella villa medicea, nascosta agli occhi di tutti, almeno fino al 1761, fino a riaffiorare nell’indifferenza generale nel 1815, quando venne passata agli Uffizi. Fu la rilettura decadente e romantica che ne fecero il critico inglese John Ruskin e i suoi amici preraffaelliti a risollevarne le sorti e a riportare l’interesse sul pittore. Il Romanticismo vide in lui una personalità nevrotica, sognante e morbosa, tragicamente coinvolta in una profonda crisi mistica coincidente con la predicazione fanatica del Savonarola contro l’arte e i piaceri che portò l’artista a smettere praticamente di dipingere.

Immagine pubblicitaria per i cioccolatini Ferrero Rocher. 2008.

Immagine pubblicitaria per il marchio di cosmesi Biotherm. 2000

Immagine pubblicitaria per il profumo Corday. 1940

Grazie a tale mitografia, che verrà poi accentuata dal Decadentismo, prese avvio una conoscenza più diffusa di La nascita di Venere, a cominciare in un primo tempo dall’ambito delle persone colte e letterate.  Un preciso momento storico ha stabilito la fortuna di un modello estetico e la Venere, così come fu ammirata nel Romanticismo per la quintessenza e melanconia, oggi è diventata un’icona pop perché corrisponde in maggior grado all’ideale estetico della fine del XX secolo: biondo, magro, longilineo, con una linea di contorno che suggerisce una vaga qualità allo stesso tempo nevrotica e glam, come quella delle eroine dei fumetti o della cartellonistica.   

Campagna pubblicitaria per Levi’s bodywear. 2009 

Immagine pubblicitaria per IKEA. 2003
Un revival che, per l’ennesima volta, coincide con lo spirito del tempo: da una parte la moda si è rifatta all’immagine di Botticelli sfruttandone la qualità di immagine “alta”; dall’altra i fisici delle modelle, i gesti, le mani, la posizione delle braccia, l’acconciatura dei capelli mossa dal vento hanno contribuito in modo subliminale a evocarla continuamente, dalle pagine dei giornali o dalle affissioni murali dedicate a vestiti, profumi, biancheria e quant’altro, praticando il tipico “gioco di squadra” necessario a creare un’icona. 

Opuscolo pubblicitario di un centro estetico di Roma. 1998.

Immagine pubblicitaria per Micro Cotton Towels. 2009

Immagine pubblicitaria per la Oxford Papar Company. U.S.A. 1959. 

Immagine pubblicitaria per il marchio della multinazionale Henkel. 2005.

Campagna pubblicitaria per il marchio sportivo Reebok. 2008.
Fonte bibliografica: Francesca Bonazzoli e Michele Robecchi, Io sono un mito. Electa, Milano 2013. 

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