mercoledì 28 maggio 2014

M4U incontra Rypson Sunglasses


Rypson Sunglasses è un marchio italiano di occhiali da sole che si contraddistingue per i materiali e le scelte stilistiche essendo il prodotto in legno pregiato con lenti fluo. Nasce a fine 2012 dall’iniziativa di due studenti e amici, che hanno deciso di assecondare il loro spirito imprenditoriale e dar vita a questa piccola realtà.
Per conoscere meglio l’impresa e il percorso intrapreso fin ora, M4U ha intervistato Pietro Turuani socio e fondatore, insieme a Riccardo Bresciani, della Rypson Sunglasses.
Progetto nato un po’ per caso e dal desiderio di “voler far qualcosa”, essendo molto giovani e intenzionati a portare avanti la loro idea autonomamente, i due soci hanno scelto di investire nel settore moda e in particolare negli occhiali da sole per loro personale interesse nello stesso ma anche e soprattutto per essere sicuri di poterne curare i vari aspetti direttamente e senza bisogno di competenze particolari, richieste ad esempio nel high-tech.
Il primo passo è stato l’incontro e la scelta del fornitore alla mostra internazionale dell’occhiale di Parigi, seguito poi dalla progettazione e realizzazione del primo lotto. 
La vendita soprattutto all’inizio è via “family&friends” quindi amici e amici di amici e particolarmente nell’area di Milano località di residenza dei fondatori e città dove l’impresa ha sede. A questo si aggiunge tuttavia l’uso dei social media e nello specifico di Facebook e Instagram e Pietro ci racconta la difficoltà nel trasferire un’idea attraverso questi mezzi che sia sempre coerente e con un messaggio univoco. Queste difficoltà, spiega, sono dovute all’ancor poca esperienza sotto questo punto di vista e alla grande quantità di tempo che la campagna comunicazionale richiede. Ulteriore ostacolo allo sviluppo di una più ampia campagna e all’utilizzo di altri strumenti è l’impossibilità finanziaria di richiedere la consulenza di esperti; l’impresa nasce, infatti, da un investimento iniziale soltanto dei due soci, quindi nessun prestito, né altri soci, nessun venture capital e tutto quello che si sta creando deriva solamente dall’autofinanziamento.
Ma come si sa nel creare una impresa, i problemi da affrontare sono molti e vanno al di la delle ristrettezze economiche; anche quelli che sembrano essere punti di forza come la complementarità tra background formativi diversi come quelli manageriale di Pietro e ingegneristico di Riccardo, si rivelano spesso fonte di attrito per l’assenza di un linguaggio comune ai soci e a volte l’incapacità di mediare tra idee e opinioni discordi. Da un punto di vista esterno invece, come è solito sentire la burocrazia è l’ostacolo maggiore e poi, in termini più specifici al prodotto, la forte concorrenza del settore nel quale non è facile sviluppare un’idea ed essere prorompenti con pochi mezzi finanziari. Inoltre spesso si pensa che una volta realizzato un prodotto di qualità esso sia il centro dell’offerta e il gioco è fatto. In realtà, ci dice, è una minima parte del lavoro poiché soprattutto in questo settore lo sforzo più grande è creare un mondo di valori che il marchio riflette e in cui il cliente si identifica in modo tale da, innanzitutto soddisfarlo, e se possibile fidelizzarlo e quindi farlo diventare ambasciatore di questo messaggio.
Nonostante tutto, il successo del primo lotto ha permesso di continuare questa iniziativa e si è proceduto con l’ordine del secondo e terzo lotto, con lo sviluppo del sito web, con l’ampliamento della distribuzione a punti vendita fisici a Milano e con i primi contatti nella distribuzione a Londra dove, però la limitata gamma di modelli non rende facile l’accesso. Proprio in ragione di ciò i progetti per il futuro prevedono l’ampliamento della gamma attraverso delle novità nel modello che diano più scelta al loro pubblico e forse più in la nel tempo attraverso l’introduzione di nuovi materiali che vadano ad affiancarsi al legno.
Una priorità è invece lo spostare il produttore in Italia e ottenere quel valore aggiunto custodito nel Made In Italy. Alcuni dei loro ordini arrivano infatti dall’estero, si parla di Cile, Francia e altri paesi europei e il Made In Italy, come si sa nel campo della moda come food e design è fondamentale, nel senso che “quando tu vai a vendere un prodotto come il nostro occhiale senza dire Made In Italy e poi dicendolo l’effetto è diverso, il Made In Italy è sinonimo di gusto, qualità, affidabilità e sposta il valore percepito in alto.”
 Il target di Rypson è giovane, con uno stile di vita dinamico, al passo con le tendenze e che vuole distinguersi. Quella tipologia di persone per cui non è tanto avere il brand che conoscono tutti Emporio Armani per esempio, ma è la ricerca della nicchia che da il valore aggiunto. Certamente per rivolgersi a questa categoria di persone bisogna offrire un messaggio forte e un prodotto di qualità, è quello che questi giovani imprenditori vogliono fare e che stanno cercando di fare.
Lontani dalle stravaganze esasperate come dalle tendenze transitorie, i prodotti Rypson vogliono proporsi come compagni discreti di una quotidianità fresca, colorata e mai ferma, proprio come l’arte di vivere italiana, di cui sono intrinsecamente alfieri e messaggeri.

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