lunedì 31 marzo 2014

#IlPotereDelBrand: Android



Molti sanno che Android è un Sistema Operativo realizzato da Google e che è utilizzato in numerosi smarphone quali Samsung, LG, HTC, ecc..



Il problema è proprio questo: MOLTI lo sanno, ma NON TUTTI! Alcuni consumatori infatti non sono consapevoli che il S.O. del proprio smartphone sia di proprietà di Android (e quindi di Google). Credono invece sia di proprietà del costruttore dello smartphone stesso (Samsung, LG, ecc).



Al fine di rinforzare il valore del proprio brand e far sì che il consumatore sappia che sta utilizzando un prodotto Android, Google sta chiedendo (o imponendo?) ai produttori dei device di inserire nella schermata iniziale di boot il testo: "Powered by Android".


Attualmente i nuovissimi Samsung Galaxy S5 e HTC One M8 già includono il messaggio.





Sicuramente questa è una buona strategia per rinforzare il valore del proprio brand: non dimentichiamo che ogni marchio ha un suo valore economico che può valere anche milioni di euro e adottare strategie che riescono ad aumentarne il valore significa aumentare il valore dei propri assets in portafoglio.

Manuel Soscia

martedì 18 marzo 2014

M4U parte con il botto: boom di partecipanzione all'evento "Sharing is Caring"!

Oggi, 17 Marzo, Marketing For Universities ha realizzato il suo primo grande goal con il grandissimo successo dell’evento “Sharing is Caring”.
Con più di duecento presenti, si è trattato di uno degli eventi universitari più seguiti negli ultimi anni!
Nella Top Ten Hugecity di Roma, siamo stati al primo posto come evento più seguito della Capitale:


Top Ten Hugecity degli eventi più popolari di Roma il giorno 17/03/2014



Panoramica dell'Aula V

Per l’associazione, questo successo ha significato molto: in primis, l’adesione di nuovi soci; il riconoscimento da parte dei docenti, la notorietà tra gli studenti e, non per ultimo, la conferma per i vari team di M4U di saper lavorare nel modo giusto.



L'evento si è aperto con la presentazione dell'associazione a tutti i partecipanti. Il Presidente Simone Ridolfi ed il Vice Presidente Nicola Cucari hanno introdotto la vision di M4U ai nuovi studenti e successivamente presentato le iniziative ed i progetti in fase di programmazione di cui potranno beneficiare gli associati vecchi e nuovi:

"La nostra associazione ha come obiettivo quello di implementare la conoscenza pratica di materie manageriali, in particolare inerenti il marketing e le attività di start-up! La nostra vision è quella di creare un canale di formazione e diffusione di conoscenza costituito e gestito dagli studenti, per gli studenti!", Nicola Cucari.



Intervento del Presidente Simone Ridolfi

Panoramica dell'Aula V durante intervento del Presidente

Come già misteriosamente anticipato dalle locandine arancioni sparse per la facoltà di Economia, uno dei prossimi eventi (per la precisione, Sabato 22 Marzo 2014), riguarderà un seminario sul self marketing, nello specifico sulla corretta stesura e presentazione di un C.V.
Si tratta di un incontro da non perdere, organizzato con un'esperta del recruiting che svelerà a noi studenti e neolaureati i segreti per evitare che il nostro C.V. finisca cestinato.
"KEEP CALM and LE FAREMO SAPERE", il payoff scelto da M4U per la sponsorizzazione di questo meeting a cui non potrai mancare.



Questo evento sarà destinato escluivamente ad i soci; pertanto, nel caso in cui siate interessati a partecipare, dovrete affrettarvi ad associarvi.
L'iscrizione, del costo di 20 euro, sarà valida per un anno.
Avete la possibilità di procedere con una pre-iscrizione online, contattandoci al nostro indirizzo mail; oppure formalizzato iscrizione e pagamento direttamente il giorno 22 Marzo in occasione dell'evento.



Slide proiettata nel corso della presentazione degli eventi in programma


Tornando all'evento "Sharing is Caring", M4U ha mostrato la sua capacità di fare centro nella scelta degli argomenti da trattare.

Il topic Economia della Condivisione ha portato in aula più di duecento studenti, che hanno partecipato attivamente e con interesse nel corso degli interventi dei due special guests, Blablacar e Ouishare.

Franco Lo Giudice e Olivier Bremer ci hanno raccontato come funziona il sistema dello sharing car ( à la romana il "che me lo dai uno strappo?" ) spiegando nel dettaglio i vantaggi economici ed ambientali connessi a questa modalità di organizzare i propri spostamenti.

 



L'intervento di Quishare
Molto interessante anche l'intervento di Ouishare, portato avanti da Stina Heikkila e da Silvia Candida.

"I valori fondamentali della trasparenza, dell'apertura verso il mercato, del feedback , dell'innovazione e della disponibilità verso i propri collaboratori: questo è Ouishare!"


Aule piene, entusiasmo, ospiti importanti e partecipazione, quindi!
M4U ringrazia tutti voi per aver reso questo possibile. E ricordate che, come ha detto oggi il nostro Presidente Simone Ridolfi: "Noi, siamo lo sharing della conoscenza all'interno dell'Università!"

- Grazie.

Il Team di M4U.










sabato 8 marzo 2014

Il Laocoonte. Predisposizione artistica a divenire un'icona.

LAOCOONTE, Agesandro, Atanadoro e Polidoro.
ca. 42-20 a.C.
Marmo, Musei Vaticani – Città del Vaticano.



“E’ da un lato l’immobile, “artistica”, decorativa Pathosformel, disponibile alla citazione
e perciò anche alla metafora, allo scherzo, all’ironia; ma quella formula conserva
intatto il suo nucleo profondo di autenticità, di dolore non solo esibito,
ma consumato, di spasimo sulla soglia della morte.”
Salvatore Settis.

Il Laocoonte fu ritrovato nel 1506 a Roma, in una vigna vicino alla basilica di Santa Maria
Maggiore. La scoperta suscitò da subito grande scalpore, venne celebrata da scrittori, riprodotta in disegni, stampe e dipinti.
La Laocoonte-mania doveva essere talmente diffusa e stucchevolmente di moda che Tiziano, in visita a Roma, non resistette dal farne una caricatura con tre scimmie (alter ego degli artisti, ma anche dei collezionisti) al posto del sacerdote e dei suoi figli.
Niccolò Boldrini su disegno attribuito a Tiziano, Caricatura del
Laocoonte, 1540-1545.

Si trattava di una statua bellissima, certo, ma l’eccitazione per il suo ritrovamento era amplificata dall’identificazione con il Laocoonte di cui aveva scritto lo storico latino Plinio il Vecchio affermando che la stessa si trovava nella villa dell’imperatore Tito. Il prestigio di tale fonte conferì dunque una risonanza ancora maggiore, quasi mistica.
Il Papa ebbe la meglio su tutti i compratori che si fecero avanti e collocò l’opera assieme ad altri marmi nel Cortile del Belvedere, in corso di realizzazione ad opera del Bramante. La leggenda vuole che durante il trasporto dal colle Esquilino verso il Vaticano, la folla lanciava fiori tant’era l’ammirazione per la statua.
Il gruppo rappresenta la storia mitologica del sacerdote troiano Laocoonte che viene aggredito da serpenti marini assieme ai due figli. Una punizione divina, pensarono i suoi concittadini, per aver sconsigliato di introdurre il cavallo di legno lasciato da Ulisse alle porte di Troia.
Mentre nell’epoca in cui fu scolpita era rimasta poco nota, forse proprio perché collocata
nell’esclusiva villa imperiale, nel Rinascimento ne furono invece tratte repliche di ogni materiale e dimensione. In età neoclassica la fama della statua fu rinnovata grazie agli scritti di due tedeschi: l’archeologo Johann Winckelmann e il filosofo Lessing. 
Un altro grande contributo alla celebrità arrivò durante il regno di Napoleone, l’unico sovrano che riuscì a sottrarre il capolavoro al Papa e a portarlo nel 1798 con un corteo trionfale a Parigi; la conquista fu però effimera perché dopo la Restaurazione il Laocoonte riprese la strada di Roma. 
Entrambi i viaggi diedero enorme visibilità alla statua, che da simbolo per eccellenza del dolore, assume così anche un valore politico, divenendo prima metafora del trionfo e poi della caduta dell’impero francese.
Ormai il potere evocativo politico del Laocoonte si era fatto così forte e universale che nel 1974 l’opera venne ancora citata in modo subliminale in una vignetta esposta alla Kunsthalle di Basilea dove il presidente degli Stati Uniti Richard Nixon combatteva contro i serpenti di un nastro magnetico, con allusione allo scandalo Watergate.
Vignetta satirica di Nixon
rappresentato con il
Laocoonte,(artista sconosciuto).
Riprodotta nel catalogo della mostra
“The Trivial Afterlife of Antiquity”,
1974-1975.
 
Billi Kid, Beware of Players Bearing Gifts, 2011. Stencil
con spray su una sezione del campo da basket NBA.

Roy Lichtenstein, Laocoön, 1984.


Dall’altra parte, la storia della statua aveva da poco subito una nuova impennata di interesse in occasione del restauro, avvenuto fra il 1957 e il 1959, che riposizionò il braccio mancante del sacerdote inaspettatamente ritrovato nel 1905. Non solo: la risonanza mondiale del restauro venne moltiplicata dalla scoperta, nella Grotta di Tiberio, di un complesso di statue stilisticamente affini al Laocoonte, una delle quali portava scolpita la firma di Agesandro, Atanandro e Polidoro, gli stessi tre scultori greci a cui Plinio aveva attribuito l’opera. Un ritrovamento sensazionale; eppure i nomi dei tre scultori non divennero popolari come la statua stessa, forse perché, come già accuratamente aveva scritto Plinio: “Anche nel caso di opere eccelse, quando vi abbiano contribuito più artisti ciò nuoce alla celebrità dei singoli”.
A conferire al Laocoonte lo status di icona concorrevano già tre fattori: il prestigio della fonte storica (Plinio), quello dei proprietari (l’imperatore Tiberio e poi i papi) nonché il luogo di esposizione (il Cortile del Belvedere). Se a differenza di altre icone, nel caso del Laocconte il nome dell’autore non ha dunque collaborato a costituirne il mito, vediamo tuttavia l’opera abbinata fin da subito ad un altro fondamentale indicatore di notorietà: la disponibilità alla caricatura (si veda la caricatura attribuita a Tiziano). Anche pubblicità e pubblicistica hanno dissacrato la celebrità dell’icona che comparve per esempio nel 1964 nella pagina di una rivista medica tedesca, “Praxis-Kurier”, che sfrutta in maniera parodistica la conoscenza popolare della statua come manifestazione
del dolore, per affrontare l’argomento dei reumatismi. Entrato nel comune bagaglio visivo occidentale, si può riconoscere sottotraccia il Laocoonte persino nella locandina della Febbre del sabato sera (1977), dove John Travolta posa con il braccio teso, così come appariva l’arto mancante nei primi restauri.
La febbre del sabato sera,
locandina. 1977


Fonte bibliografica: Francesca Bonazzoli e Michele Robecchi, Io sono un mito. Electa, Milano
2013.

Edited by Domitilla Magni

martedì 4 marzo 2014

La Notte degli Oscar ed il Selfie più retweettato della storia.

Domenica 2 Marzo 2014 si è tenuta La Notte degli Oscar, la celeberrima premiazione cinematografica che ha visto vincitore come “miglior film straniero” La Grande Bellezza di Sorrentino.
Ma se la serata degli Oscar è un evento da non perdere per ogni amante del settore, questa volta, tra gli ospiti in bella vista, ce n'è stato uno che avrà di certo attirato l'attenzione anche dei fanatici della tecnologia.
Samsung, infatti, main sponsor dell'evento, ha realizzato una buona campagna di marketing, presentando con l'occasione il primo spot del Galaxy S5,  sfruttando
contestualmente un riuscitissimo Viral Marketing con il Selfie-più-retweettato-della-storia.

L'attore Bradley Cooper ha accolto la sfida di Ellen DeGeneres ed ha radunato i suoi amici per lo scatto di una foto che sarà forse destinata a divenire un simbolo del Selfie.


La foto – o meglio, il selfie – ha contagiato la rete in tempi brevissimi, collezionando milioni di retweet. Ovviamente, non poteva mancare la declinazione nelle più svariate parodie.
Noi vi proponiamo "la moltiplicazione di Kevin Spacey".