lunedì 3 febbraio 2014

#HashtagBowl: la finale più attesa dell'anno.


La finale più attesa dell’anno, si sa, è quella del super Bowl.
Per gli americani è uno dei giorni più belli dell’anno: cantano l’inno, vedono la partita e si godono lo spettacolo del primo tempo.
Per i pubblicitari è l’investimento migliore da fare: sanno che l’intero Paese, e non solo, è incollato alla tv.
Tutti i brand di fama mondiale compiono ingenti investimenti al fine di vedere il loro logo comparire sul maxischermo dello stadio.
Vince chi è il più originale, chi è più sentimentale, chi è più patriottico e chi è più “social”.
Quantitativamente, vince chi ottiene più visualizzazioni il giorno dopo.
In tutto il mondo, da sempre, il giorno dopo l’evento si stilano le classifiche degli spot migliori. Quest’anno, il vincitore, quello con piu visualizzazioni, è lo spot di Budweiser. Uno spot che è andato dritto al cuore degli americani. L’azienda, con lo spot “Puppy Love”, ha raccontato l’amicizia tra un cucciolo di labrador e un cavallo. Pronto alla partenza con la sua nuova famiglia il piccolo labrador si ribella e torna a casa, rinunciando all’amore di una famiglia umana, pur di non separasi del suo grande amico. Una storia strappalacrime che piace a grandi e piccini.




Ma il Super Bowl non è fatto solo di tradizioni. Con l’evoluzione dei modelli comunicativi e l’avanzamento dei social, le imprese non potevano non promuovere i loro brands tramite i social lanciando gli hashtags i quali spingono i consumatori a discutere e a confrontare le loro opinioni, prima sul messaggio in sé e successivamente, sul brand nei social più o meno usati.
Gli esperti di settore chiamano questa finale l’#HastagBowl: ben 57% degli annunci andati in onda contengono hashtags. Il social che è andato più per la maggiore è Facebook (9%) seguito da Twitter (7%) e YouTube (6%).
Non mancano i dati sulla copertura (in termini di numero di social raggiungibili da un dato hashtag) che i brands hanno voluto sostenere.
Hyundai è il marchio che più di tutti ha investito sul Super Bowl 2014 per avere una visibilità degna dell'evento. Il brand, infatti, è presente su tutti e tre i social più famosi.

Esagerazioni o doveri?
Dai dati emersi sembra che le imprese abbiano saputo allinearsi perfettamente con le tendenze dei consumatori: gli spettatori abbiano inviato 24,9 milioni di tweet sul canale #SB48.
L’hashtag piace ed è una buona arma in termini di visibilità.
L’effettivo ritorno economico dell’investimento potrà misurarsi solo con il tempo.
Certo è che nessuno è mai rimasto deluso dal Super Bowl.


Elisa Ruscino

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