venerdì 7 febbraio 2014

Doodle: uno "scarabocchio" con molte funzioni!



Ti svegli, accendi il pc, apri google e trovi il prestiogoso logo animarsi spontaneamente.
A chi non è successo questo?
Si tratta del fenomeno “Doodle”, ovvero reinterpretazioni del logo Google.
A partire dal 1999, anno di nascita ufficiale dell’iniziativa, l’azienda ha realizzato Doodle per celebrare festività, anniversari e le vite di artisti e scienziati famosi.
Da ultimo il Doodle di Google contro le discriminazioni dei gay. Nessun giochino, ma solo una bandiera arcobaleno con soli sei colori, tanti quante solo le lettere della parola Google e su ogni rettangolo la rappresentazione di uno sport invernale. 



Il team dei doodle non delude mai nel trovare modi artistici per celebrare questi avvenimenti unici nel loro genere.
E' la stessa azienda ad ammettere che all'inizio, quando vennero creati i doodle, nessuno aveva previsto quanto sarebbero divenuti popolari e complementari per l'esperienza di ricerca su Google. Oggi invece molti utenti aspettano con ansia la pubblicazione di ogni nuovo doodle e alcuni ne fanno addirittura la collezione!  (guarda tutti i doodle)
 

Poniamoci una domanda: a cosa servono i doodle?
Molti ignari navigatori probabilmente avranno appreso la nascita e la morte di molti personaggi famosi (Charles Dickens, Albert Einstein, Leonardo da Vinci,John Lennon, Michael Jackson, Antonio Vivaldi e tantissimi altri), ma è solo questo?
Prendendo come pretesto la ricorrenza di determinati avvenimenti, i creativi di Google hanno pensato di creare delle iniziative per rafforzare l’engagement dei clienti/utenti al tempo stesso dando vita a dei veri e propri viral che aumentassero l’awareness del brand Google.
Inoltre si sà che un parametro importante per stabilire il valore di una pagina ai fini della vendita degli spazi è il tempo medio di presenza degli utenti sul sito. La home di Google fin dalla sua creazione si è imposta come la pagina più visitata in assoluto del web, ma con tempi di permanenza ridotti all’osso .Ecco dunque che il colosso di Mountain View ha pensato bene di creare varianti decorative  e spesso interattive del proprio logo al fine di aumentare la permanenza media sulla home. 

Un esempio di ciò? Nei due giorni celebrativi di Les Paul   (Giugno 2011), Google  ha fatto segnare una media di 740 milioni di visitatori al giorno, con una permanenza media in più di circa 26 secondi, che moltiplicato per i due giorni fanno circa 10,7 milioni di ore).
Pertanto, non solo i doodle fanno crescere sensibilmente il tempo medio di presenza sulla homepage di Google, ma fanno notizia, portando il nome dell’azienda sulla bocca di tutti e trasformandola in oggetto di culto.

P.S. Il team dedicato ai doodle è aperto alle idee degli utenti. Puoi inviare il tuo Doodle a proposals@google.com e vederlo sulla homepage più importante del mondo.



Nicola Cucari

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